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20110429173209Google Chrome logo

Se avete riscontrato di non poter accedere a facebook dal browser google chrome mentre riuscite ad accedere da altri browser e se il messaggio di errore che vi da è "ERR_SSL_VERSION_INTERFERENCE" provate questa soluzione veloce, copia questo:

chrome://flags/#tls13-variant

e incollalo nella barra degli indirizzi di google chrome (dove normalmente scrivete il www...), accederai ad una sezione specifica delle impostazioni di chrome, alla voce "TLS 1.3" devi scegliere, dal menu a discesa a destra, la voce "Disabled". Adesso prova a collegarti nuovamente a facebook, eventualmente pulite anche la cache di chrome alla quale potete velocemente accedere con i tasti ctrl+shift+canc.

Prendendo spunto da una discussione su facebook, dove si assimilava il dominio .org a siti poco seri, complice il fatto che il dominio risiedeva su altervista.org e poichè proprio su altervista spesso capita di trovare appunto siti che diffondono "bufale" quotidiane, mi è sembrato utile indicare delle fonti attendibili dove trovare delle indicazioni per capirci qualcosa in più per i non addetti ai lavori. Chiaramente non si sta affermando che tutto ciò che risiede su altervista sia una bufala e tutto il resto non lo sia, troverete siti poco credibili un pò ovunque in internet, sta alla vostra intelligenza saper distinguere quelli affidabili da quelli che non lo sono.

Io penso che molti conosceranno uno dei più famosi siti che finiscono con estensione .org: https://it.wikipedia.org/ la famosissima enciclopedia libera che ci viene spesso in aiuto quando cerchiamo la definizione di qualcosa. Questa è la prova provata che il .org non è sinonimo di sito scadente.

Andiamo di nuovo a noi, ecco qualche link per capire come vengono scelti o assegnate le estensioni dei nomi a dominio quando si decide di costruire il proprio sito in internet:

http://www.hostingtalk.it/estensioni-e-domini-quali-contano-veramente-analisi-delle-giuste-registrazioni_-c000000rG/

Riporto un estratto relativamente alla questione ".org" che potete trovare nel link segnalato:

"Estensioni specifiche

In questa categoria prendono posto tutte le estensioni originariamente pensate per soggetti assegnatari aventi determinati requisiti, ad esempio le .ORG e .INFO erano state pensate inizialmente per soggetti legati all'Informazione, ma col tempo poi sono state utilizzate alla stregua delle altre generiche. Tutt'ora appartengono a questa categoria invece i .GOV che possono essere scelte solo da istituzioni pubbliche, i .EDU che possono essere acquistate solo da scuole, università, organizzazioni culturali, ecc."

Tirando le somme, quindi, è vero che dal tipo di estensione del nome a dominio (.it, .com, ,org, .biz, ecc.) si può intuire la "vocazione" del sito che ci accingiamo a visitare ma non necessariamente la serietà. Dovrebbero fare eccezione, per forza di logica, quelli che sono dedicati alle istituzioni, .gov, .edu ad esempio, in quanto curati da entità con delle responsabilità precise di informazione degli utenti.

Buona navigazione!

Probabilmente vi sarà capitato di inserire in joomla il classico codice di youtube, il cosiddetto "embedded", per condividere in un articolo un video e nel momento in cui andate a salvare o convertire dalla visione "codice" a quella "editor" di veder sparire il codice appena inserito e il relativo box del video da condividere, con il risultato di aver fallito la missione. Ebbene suggerisco questa ottima guida per superare l'ostacolo:

https://www.joomlacontenteditor.net/support/faq/item/iframe-removed-on-saving

Come avrete capito la guida riguarda il famoso editor JCE ma i criteri si potrebbero applicare anche ad altri editor interni a questo CMS. Una raccomandazione: attenzione chi abilitate come utente che può inserire contenuti senza filtro perchè potrebbe essere inserito codice malevolo in grado di mandare KO il vostro sito.

ecommerce02Un imprenditore che volesse fare entrambe le due forme di attività su internet, cioè per dirla all'italiana, ingrosso e dettaglio è sufficiente un solo sito web?

La risposta la troviamo nella circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n°3487/C dell’1 giugno 2000 n°3487/C, pubblicata sulla G.U. n°174 del 27 luglio 2000 e cioè:

"L’operatore che intenda vendere sia all’ingrosso sia al dettaglio ha facoltà di utilizzare un solo sito, ma è tenuto a destinare aree del sito distinte per l’attività all’ingrosso e al dettaglio: in tal modo, infatti, il potenziale acquirente è messo in condizione di individuare chiaramente le zone del sito destinate alle due tipologie di attività."

Al volo mi sorge una domanda, che magari altri si staranno chiedendo: "Devo prevedere un doppio sistema di vendita, doppio database, doppio listino, insomma doppio lavoro?"

Al volo rispondo: "Non necessariamente, dipende!". "Dipende da cosa?" Direte voi, ma, per esempio, dalla "politica di vendita" diversa a seconda che si tratti di dettaglio o ingrosso. Non è difficile immaginare, per la maggior parte delle esigenze, una "soluzione" software che eviti il "doppio lavoro". Unico listino, unica procedura di inserimento dati o importazione da file ma due distinte sezioni e trattamenti differenti in base al riconoscimento da parte del sistema. Chiaramente il login o accesso al sito è assolutamente necessario per l'ingrosso.

Vi ricordo che potete contattarmi cliccando qui per ulteriori chiarimenti. Buon E-commerce a tutti! 

xampp

Nel caso avete installato XAMPP e riscontrate che Apache non si avvia quando cliccate sul tasto Start e/o la stessa cosa accade con Mysql il problema, molto probabilmente, è da addebitare alle porte già occupate da qualche altro servizio o processo in esecuzione.

Segnalo questo ottimo tutorial in italiano http://www.corsijoomla.com/xampp-non-parte-apache-mysql.html

Personalmente ho scelto la strada di scegliere la porta 8080 e reindirizzare il localhost.

Se dopo aver seguito alla lettera il tutorial, Apache o Mysql non si avviano, avviate il pannello dei Servizi di Windows con la combinazione di tasti win+r e poi ok, lo trovate anche negli "Strumenti di amministrazione" di Windows 7. Accertatevi che i servizi Apache e Mysql non risultino disabilitati ma piuttosto avviati, in caso contrario avviateli, dopodichè chiudete XAMPP cliccando su Quit e riavviatelo. Riavviate Apache e Mysql.

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