Prendendo spunto da una discussione su facebook, dove si assimilava il dominio .org a siti poco seri, complice il fatto che il dominio risiedeva su altervista.org e poichè proprio su altervista spesso capita di trovare appunto siti che diffondono "bufale" quotidiane, mi è sembrato utile indicare delle fonti attendibili dove trovare delle indicazioni per capirci qualcosa in più per i non addetti ai lavori. Chiaramente non si sta affermando che tutto ciò che risiede su altervista sia una bufala e tutto il resto non lo sia, troverete siti poco credibili un pò ovunque in internet, sta alla vostra intelligenza saper distinguere quelli affidabili da quelli che non lo sono.

Io penso che molti conosceranno uno dei più famosi siti che finiscono con estensione .org: https://it.wikipedia.org/ la famosissima enciclopedia libera che ci viene spesso in aiuto quando cerchiamo la definizione di qualcosa. Questa è la prova provata che il .org non è sinonimo di sito scadente.

Andiamo di nuovo a noi, ecco qualche link per capire come vengono scelti o assegnate le estensioni dei nomi a dominio quando si decide di costruire il proprio sito in internet:

http://www.hostingtalk.it/estensioni-e-domini-quali-contano-veramente-analisi-delle-giuste-registrazioni_-c000000rG/

Riporto un estratto relativamente alla questione ".org" che potete trovare nel link segnalato:

"Estensioni specifiche

In questa categoria prendono posto tutte le estensioni originariamente pensate per soggetti assegnatari aventi determinati requisiti, ad esempio le .ORG e .INFO erano state pensate inizialmente per soggetti legati all'Informazione, ma col tempo poi sono state utilizzate alla stregua delle altre generiche. Tutt'ora appartengono a questa categoria invece i .GOV che possono essere scelte solo da istituzioni pubbliche, i .EDU che possono essere acquistate solo da scuole, università, organizzazioni culturali, ecc."

Tirando le somme, quindi, è vero che dal tipo di estensione del nome a dominio (.it, .com, ,org, .biz, ecc.) si può intuire la "vocazione" del sito che ci accingiamo a visitare ma non necessariamente la serietà. Dovrebbero fare eccezione, per forza di logica, quelli che sono dedicati alle istituzioni, .gov, .edu ad esempio, in quanto curati da entità con delle responsabilità precise di informazione degli utenti.

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